Frodi alimentari

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Primo piano
Auguri buon 2018 PDF Stampa E-mail
Sabato 30 Dicembre 2017 20:06  |  Scritto da Redazione
Un altro anno e trascorso e tante cose sono avvenute, una sola costante la vostra fedeltà nei nostri confronti.
Stiamo per festeggiare il nostro primo decennio. 
GRAZIE E BUON ANNO DALLA DIEREZIONE E REDAZION

 
Sequestrate 17 tonnellate di prodotto ittico scaduto PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Dicembre 2017 23:37  |  Scritto da Redazione
​Continua incessante l’impegno del personale di mare della Guardia di Finanza per assicurare la tutela della salute dei cittadini, in particolar modo nell’approssimarsi delle imminenti festività del Natale.
Gli uomini del Reparto Operativo Aeronavale di Ancona della Guardia di Finanza, al termine di un controllo protrattosi per due giorni, hanno proceduto al grosso sequestro di ben 17 tonnellate di prodotto ittico congelato con data di scadenza ormai superata da tempo o privo dei requisiti minimi richiesti per l’identificazione e la tracciabilità, potenzialmente dannoso per la salute dei consumatori.
Il servizio è stato condotto nei confronti di una grossa società del settore che, pur non avendo sede nella nostra regione, ha nella città di Ancona un grosso centro adibito a deposito e smistamento del prodotto congelato.
L’attività, eseguita con lo scopo di verificare la tracciabilità del prodotto e la regolarità nella conservazione dello stesso, ha consentito di rinvenire all’interno della struttura interi bancali di prodotti riportanti il termine di conservazione scaduto.
Le Fiamme Gialle della Stazione Navale di Ancona si sono avvalse dell’ausilio tecnico del personale del Settore veterinario della ASL Marche, intervenuto assieme ai finanzieri fin dal primo accesso presso lo stabilimento di stoccaggio. I tecnici sanitari hanno accertato la non idoneità del prodotto rinvenuto scaduto o privo di elementi atti a risalirne al confezionamento.
Tutto il prodotto detenuto in maniera non conforme alle norme e rinvenuto con scadenza superata o privo di etichettatura di identificazione e tracciabilità è stato sottoposto a sequestro e, nell’immediatezza, conferito in discarica per la distruzione.
Alla società sono state irrogate sanzioni di carattere pecuniario per violazione ai regolamenti CE che disciplinano la materia.

 
Anche i grandi chef sono soggetti a controllo... e non sempre li superano PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Dicembre 2017 10:42  |  Scritto da Redazione
Cosa accade quando è uno chef stellato a ricevere  il controllo dei Nas
Nel periodo pre natalizio i controlli da parte delle forze dell'ordine nelle strutture ricettive e ristorative si incementano, portando alla luce una serie di illegalità.
Cosa accade quando  viene trovata questa   illegalità in una struttura di un noto chef stellato?
Il caso è successo a Torino al nuovo  Bistrot di Canavacciuolo, dove gli uomini dei NAS hanno scoperto che numerosi piatti erano realizzati con materie pirme non congelate e non segnalato sul menù.
La  normativa indica le necessit di indicare nei menù con un asterisco quando i prodotti non sono freschi, cosa che invece non  era stto fatto dal noto chef.
Per queste irregolarità sono state dununciate per forde in commercio il direttore del bistrot, Giuseppe Savoia, e la moglie di Cannavacciuolo, Cinzia Pimatesta, responsabile della società. Denuncia non 
accolta in buon modo dallo chef che ha dichiarato che le irregolarità erano solo di poco conto e che a seguito di ciò vorrebbe lasciare l'Italia.
Il problema che mettere il piccolo asterisco consente la tutela al consumatore che deve conoscere ( non tanto per problemi di salute ma soprattutto di costo)con cosa sono realizzate le pietanze.
Durante i controlli sono state riscontrate irregolarità anche sulla tracciabilità e rintracciailità dei prodotti.
 

 
L'arte del pizzaiolo inserita nel patrimonio immateriale dell'UNESCO PDF Stampa E-mail
Giovedì 07 Dicembre 2017 15:50  |  Scritto da Redazione
 
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il comitato per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco ha iscritto "L'Arte del Pizzaiuolo Napoletano" nella lista degli elementi dichiarati Patrimonio dell'umanità. 
 
La candidatura è stata avviata dal Mipaaf nel marzo 2009 ed è stata condotta da una specifica task force di esperti guidata dal professor Pier Luigi Petrillo.
 
"Il Made in Italy ottiene un altro grande successo - afferma il Ministro Maurizio Martina - È la prima volta che l'Unesco riconosce quale patrimonio dell'umanità un mestiere legato ad una delle più importanti produzioni alimentari, confermando come questa sia una delle più alte espressioni culturali del nostro Paese. È un'ottima notizia che lancia il 2018 come anno del Cibo. L'arte del pizzaiuolo napoletano racchiude in sé il saper fare italiano costituito da esperienze, gesti e, soprattutto, conoscenze tradizionali che si tramandano da generazione in generazione. È un riconoscimento storico che giunge dopo un complesso lavoro negoziale durato oltre 8 anni, che premia l'impegno del Ministero al fianco delle associazioni dei pizzaiuoli. Ringrazio le istituzioni locali, la Regione Campania, gli esperti del Ministero e tutti quelli che col loro impegno hanno reso possibile questo risultato che ribadisce il ruolo di primo piano svolto dal nostro Paese nel valorizzare la propria identità enogastronomica."
 
Nel 2010 è arrivata la proclamazione della Dieta Mediterranea, primo elemento culturale al mondo a carattere alimentare iscritto nella lista dell'Unesco; nel 2014, il riconoscimento della coltivazione della "Vite ad alberello" di Pantelleria, primo elemento culturale al mondo di carattere agricolo riconosciuto dall'Unesco. Ora "L'Arte del Pizzaiuolo Napoletano". Dei 6 elementi italiani riconosciuti dall'Unesco patrimonio dell'umanità, 3 sono riconducibili al patrimonio agroalimentare, a conferma che in Italia il cibo e l'agricoltura sono elementi caratterizzante la cultura del Paese.

 
Sequestrate 140 tonnellate di carne dannosa per la salute. PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Dicembre 2017 15:17  |  Scritto da Redazione
​Nell’ambito di una più ampia strategia volta a contrastare condotte lesive della concorrenza e della salute pubblica, sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza di piacenza quasi 140 tonnellate di carne potenzialmente dannosa per la salute dei consumatori.
L’attività, svolta nell’imminenza delle prossime festività natalizie, scaturisce da un accurato monitoraggio effettuato, nell’intera provincia, sui soggetti operanti nel settore del commercio alimentare. Il tempestivo intervento delle fiamme gialle ha scongiurato il rischio concreto che il prodotto, sottoposto a sequestro, venisse illecitamente “lavorato” e rietichettato per la reimmissione in commercio di carne che, per l’ingente quantità, avrebbe potuto “invadere” vaste aree territoriali, raggiungendo migliaia di ignari consumatori.
I militari del Gruppo di Piacenza, richiesto ed ottenuto l’ausilio di personale della locale azienda sanitaria locale, che ha posto a disposizione le proprie specifiche competenze in materia, hanno rilevato che gran parte della carne recava una data di scadenza superata (a volte di oltre quattro anni), ovvero era sprovvista di qualsivoglia etichettatura utile a tracciarne provenienza e destinazione.
All’accesso nelle celle congelanti dello stabilimento di stoccaggio e trasformazione delle carni situato nella “bassa piacentina”, le fiamme gialle si sono trovate di fronte ad una situazione che avrebbe potuto provocare gravi ripercussioni sulla salute e sul mercato alimentare se non fosse stata stroncata prima dell’immissione in consumo del prodotto.
Tali fattispecie, unite alle carenze igieniche riscontrate ed al mancato rispetto delle procedure di autocontrollo e di un corretto mantenimento della catena del freddo (la carne era stata ricongelata dopo aver subito un fortuito decongelamento), hanno determinato il sequestro di tutto il prodotto detenuto in modo non conforme alle norme e l’applicazione, nei confronti della società detentrice della merce, di una serie di sanzioni di carattere pecuniario. L’operazione delle fiamme gialle ha consentito, al servizio veterinario della A.S.L., l’emanazione di un provvedimento di sospensione temporanea dell’attività di stoccaggio e deposito del prodotto congelato, che verrà in seguito interamente distrutto.
Parte della carne rinvenuta presso l’esercizio controllato, pur correttamente conservata, era posizionata all’interno delle celle in modo da occultare a prima vista i bancali di prodotto non in regola con la vigente normativa sanitaria.
Sono stati oggetto del provvedimento cautelare di sequestro complessivamente kg.139.029,00 di prodotto non destinabile al consumo umano e, nello specifico:
- 88.740,00 kg privi di qualsiasi indicazione e tracciabilità;
- 50.289,00 kg di prodotto con data di scadenza superata.
I risultati ottenuti si inquadrano nell’ambito delle attività istituzionali orientate prioritariamente alla tutela del mercato e della concorrenza, oltreché’ della saluta pubblica e testimoniano l’elevato e costante impegno profuso dal corpo a presidio della sicurezza economico-finanziaria del paese.
L’attività svolta vuole altresì costituire monito per tutti i consumatori e operatori del settore, affinché’ pongano massima attenzione, soprattutto durante le prossime festività, sulla provenienza e sulla scadenza dei prodotti alimentari, spesso commercializzabili a prezzi maggiormente concorrenziali.

 
NAS, controlli a tappeti in tutta Italia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Dicembre 2017 13:53  |  Scritto da Redazione
Il Nas di Pescara, nell’ambito di una specifica attività di contrasto disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute nel settore “funghi e tartufi”, ha effettuato un controllo presso uno stabilimento per la lavorazione di tartufi sito nella provincia di L’Aquila. Nel corso dell’ispezione è emerso che il proprietario dell’azienda aveva attivato un deposito di alimenti senza fornire la prevista comunicazione all’Autorità Sanitaria. I Carabinieri, considerate anche le carenti condizioni igienico sanitarie in cui versava l’edificio, hanno proceduto alla sua chiusura immediata.
 
Il NAS di Catania, invece, ha effettuato un controllo nel settore caseario. A finire sotto la lente di ingrandimento è stato un venditore ambulante della provincia etnea. Durante l’ispezione, eseguita con l’ausilio della locale Azienda Sanitaria Provinciale, è stato individuato un laboratorio abusivo per il confezionamento di prodotti lattiero – caseari, al cui interno sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro 3.800 kg di formaggi in cattivo stato di conservazione, privi di rintracciabilità, invasi da insetti e escrementi di roditori. Il controllo, esteso anche alle aree limitrofe al laboratorio, ha portato all’individuazione di una stalla abusiva e di un’altra struttura, ove era presente una cella frigorifera fatiscente contenente altri 500 kg di formaggi in fase di stagionatura.  Per le gravi violazioni riscontrate il commerciante è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria, mentre la merce in suo possesso, dal valore di circa 50.000 euro, è stata posta sotto sequestro. 
 
Il NAS di Catanzaro, a seguito di un controllo eseguito con il supporto dell’Arma territoriale, ha denunciato una persona per scarico di acque reflue industriali non autorizzato e assunzione irregolare di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno. Nel corso di un’ispezione presso un frantoio della provincia di Catanzaro, infatti, i militari hanno accertato che il trentunenne proprietario versava gli scarti di lavorazione nella rete fognaria comunale e impiegava 4 stranieri irregolari nelle attività dello stabilimento. Durante la medesima attività di controllo, inoltre, sono emerse delle carenze igieniche tali da rendere necessario un provvedimento di chiusura immediata del frantoio. 
 
Il NAS di Parma, a seguito di un controllo eseguito unitamente ai colleghi del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Reggio Emilia, ha segnalato alle autorità amministrative il proprietario di un deposito alimentari del reggino. Nel corso delle attività ispettive, infatti, i militari non solo hanno scoperto che l’intera attività era stata avviata senza alcuna autorizzazione sanitaria, ma hanno  altresì rinvenuto 32.000 kg di prodotti alimentari (carni, conserve, bevande, farinacei), detenuti in precarie condizioni igienico sanitarie ed in parte scaduti di validità. La struttura e gli alimenti, posti sotto sequestro, hanno un valore di circa 1.800.000 euro. Infine, nel corso del medesimo controllo, i Carabinieri del N.I.L. hanno accertato che l’imprenditore utilizzava per lavorare nella sua azienda 2 lavoratori in nero.

 


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